Autore Topic: Guida SCRIBUS  (Letto 6323 volte)

bobol

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #15 il: 05 Febbraio, 2017, 12:36:48 pm »
 :clapping: non so se utilizzerò mai questo programma ma con questa guida così semplice da seguire mi risulterà certamente meno difficoltoso
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vect

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #16 il: 17 Aprile, 2017, 09:01:18 am »
Stili di Paragrafo
Stili di Carattere


E’ arrivato finalmente, il momento di occuparci degli Stili;
Perché dico finalmente? Perché reputiamo siano una parte importantissima di Scribus;
gli stili sono quelli che ci permettono di dare l’impostazione visiva di quello che andiamo a comporre, sono quelli che ci daranno la massima soddisfazione se ben fatti, ma anche un certo senso di depressione se fatti e applicati male. Vi ricordo anche che gli effetti degli Stili sull’elaborato sono istantanei, quindi ci daranno subito il risultato senza aspettare salvataggi vari e aggiornamenti del testo; ma, ora, andiamo sul pratico e cerchiamo di imparare bene cosa sono e soprattutto come si usano questi Stili.
Scribus ci mette a disposizione parecchie modalità di Stili e precisamente:
• Stile di Paragrafo;
• Stile di Carattere;
• Stile di Tabella;
• Stile di Cella;
• Stile di Linea;

Per il momento ci occupiamo dello Stile di paragrafo e dello Stile di carattere, che sono i più usati, degli altri ce ne occuperemo al momento opportuno, anche perché se riusciamo a capire bene lo Stile di paragrafo e di carattere la comprensione degli altri Stili risulterà facilitata.

Nozione generale:
=> Stile di paragrafo, viene applicato ad un intero paragrafo; bisogna prima di tutto sapere che cosa è un paragrafo:
E’ presto detto, un paragrafo è l’insieme di lettere e parole che si trova da un a capo "¶" fino al successivo "¶", in pratica tutto quello compreso tra due Invio o Enter.
=> Stile di carattere, è applicato a un testo selezionato, che sia un insieme di lettere, parole, o anche a interi paragrafi di testo, indipendentemente dal loro stile di paragrafo.

Importante:
Tra le cose da sapere vi è quella che per tutti gli Stili esiste uno Stile predefinito di default;
questo stile dipende dalle impostazioni definite per i caratteri in File/Preferenze/ Strumenti elemento/Testo, e che può anche essere modificato, nella finestra di gestione stili.
Quando si applica uno stile ad un paragrafo e, si continua a inserire del testo, questo stile viene applicato anche ai paragrafi successivi finché non se ne sceglie un altro.

Adesso basta con le nozioni e, andiamo sul pratico, incominciamo occupandoci dello Stile di paragrafo che, come prima vi ho descritto, viene applicato ad un intero paragrafo.
Con uno Stile di paragrafo possiamo intervenire su tutto quello che concerne la formattazione del paragrafo, quindi, carattere, dimensioni, attributi, posizioni, tabulazioni, colori etc., insomma abbiamo a disposizione tutto l'immaginabile per poter plasmare questo benedetto “Paragrafo” e assoggettarlo al nostro gusto estetico e creativo.
Adesso, vediamo come fare per creare/modificare uno Stile di paragrafo;
come al solito, possiamo accedere con più comandi:
• Modifica/Stili
• F3

Si apre il pannellino Gestione stili  ;

• Stile di paragrafo
Clic sul pulsante Nuovo per aprire il menù a discesa e selezionare Stile paragrafo.
Si apre il pannello delle Proprietà di cui si avvale il nostro Stile,



il nome predefinito sarà Nuovo stile, siamo liberi di dargli il nome che più ci aggrada, anzi lo facciamo subito, io seguo la regola di chiamare lo stile con un nome indicativo della sua funzione tipo Titolo, Intestazione, Rientrato, Corpo del testo etc. mi sarà più facile, in seguito, riconoscere al volo il singolo stile creato.

Il pannello Proprietà dello stile di paragrafo si basa su tre linguelle principali:
* Proprietà;
* Effetti paragrafo;
* Stile carattere;


* Nel pannello Proprietà possiamo scegliere il tipo di allineamento, spazi prima e dopo del paragrafo, gestione delle righe Orfani e vedove, gestione glifi, Tabulazioni e rientri, colore etc. Dobbiamo notare che orfani e vedove funzionano regolarmente su cambi di cornice e pagina, ma non ancora per colonne multiple.
Abbiamo praticamente tutto per poter impostare il nostro paragrafo con grande precisione, impostazione che viene completata con la linguella seguente:
* Effetti paragrafo;
qui, è possibile far iniziare ogni paragrafo con un punto e/o un simbolo particolare a scelta;
dare una numerazione, scegliendo il numero d'inizio e lo stile;
ed infine, abbiamo la possibilità di creare un capolettera, approfondiamo questo concetto:
Un capolettera è la prima lettera di un paragrafo, che viene ingrandita fino ad occupare l'altezza di due o più righe di testo;
la distanza dal testo definisce lo spazio vuoto a destra della lettera ingrandita;

Nell'immagine ho fatto due esempi di capolettera:

1) distanza dal testo pari a 0 e, l'altezza di due righe;
2) distanza dal testo pari a 10 pt e, l'altezza di tre righe;

I capilettera propongono gradevoli effetti visivi ma, un loro abuso, secondo me, provoca una difficile leggibilità, quindi, credo proprio che se usati, vanno usati con grande parsimonia.
E’ il momento di scoprire cosa si nasconde dietro alla linguella Stile di carattere;
clic, e abbiamo a disposizione la possibilità di scegliere la famiglia di appartenenza del carattere da applicare al nostro paragrafo, il suo stile, la sua dimensione, il suo colore ed infine tutti i suoi attributi (vedi fig.):



Bene, adesso l'opera è compiuta, con l'aiuto del pannello Proprietà della gestione stili, che definirei "La Boutique del Paragrafo" abbiamo confezionato l'abito su misura ma, ora dobbiamo capire come far indossare l'abito al paragrafo.
Ci sono, al solito, più possibilità per ottenere questo scopo:
Si può assegnare uno stile direttamente dal Pannello generale Proprietà Finestre/Proprietà oppure premendo il tasto funzione (F2);
Selezionare la cornice testo contenente il paragrafo e, nel pannello Proprietà clic su linguella Testo e, alla voce Stile di paragrafo cliccare sul bottone e scegliere quale stile applicare (vedi fig.)



Istantaneamente il paragrafo si trasformerà, vedremo all'istante il tipo di trasformazione che abbiamo progettato e, se qualche cosa non ci sta bene possiamo sempre modificare.
Altra possibilità ci viene data dall'editor interno, se guardate bene (vedi fig.)



nel pannello di sinistra ci sono delle linee che marcano il paragrafo, se fate clic all'interno di esse si apre un pannellino con tutti gli stili creati, scegliamo quello da assegnare;
anche dal bottone in alto a destra si può assegnare lo stile, basta selezionare il paragrafo o mettere il cursore nel testo, lo stile scelto verrà applicato a quel paragrafo.

nel pannello di sinistra ci sono delle linee che marcano il paragrafo, se fate clic all'interno di esse si apre un pannellino con tutti gli stili creati, scegliamo quello da assegnare;
anche dal bottone in alto a destra si può assegnare lo stile, basta selezionare il paragrafo o mettere il cursore nel testo, lo stile scelto verrà applicato a quel paragrafo.

Purtroppo, se ricordate, ne avevamo già parlato a proposito della cornice testo, gli effetti sul paragrafo al quale viene applicato lo stile non saranno visibili nell’editor di testo, lo saranno nella Cornice Testo dopo aver assegnato i cambiamenti con il tasto "Aggiorna cornice di testo"  (vedi fig.).




La linguella  "Stile carattere" su Stili paragrafo la vediamo direttamente sulla modalità Stile carattere, dato che presenta gli stessi parametri:
• Stili carattere:
dopo aver dato ampio spazio allo Stile di paragrafo, adesso, per completare l'opera, ci occupiamo dello Stile di carattere.
Diversamente dallo stile carattere applicato al paragrafo, questi è applicato "nonostante" il paragrafo, si lo so, sembra un concetto astruso, allora spieghiamolo per bene:
uno Stile di carattere lo si crea ma, non ha vita propria, ha sempre bisogno di essere associato ad un paragrafo; nella gerarchia del paragrafo, uno stile di carattere prevale su uno stile di paragrafo, anche se questo è applicato all'intero paragrafo.
Riassumendo, dopo aver creato uno Stile di carattere, selezioniamo una lettera, una parola, una frase oppure l'intero paragrafo ed applichiamo lo Stile carattere.
Da ricordare:
Gli Stili di carattere possono essere applicati soltanto nel pannello Proprietà principale (F2) (vedi fig.);



Non c'è modo di applicare uno Stile di carattere nell'editor interno.
Lo Stile di paragrafo e lo Stile di carattere si possono applicare e modificare, ogni qualvolta ve ne sia necessità e, proprio qui si apprezza la potenza di Scribus, se solo pensate che una modifica fatta ad uno Stile di paragrafo o a uno Stile di carattere viene applicata istantaneamente a tutti i paragrafi con quello Stile, sia che si tratti di una pagina, sia che si tratti di un volume con molte pagine, beh, che dire "semplicemnte fantastico". Pensate al vantaggio se dovete cambiare tutti i "grassetti" di un libro... Come già detto Scribus è pensato per utilizzare sempre gli stili.

Come al solito, non resta che provare, ricordate il detto "se non si fa non si apprende", le prime volte sembrerà difficile ma poi, vi accorgerete che difficile non è, se ci fossero difficoltà siamo qua, raccontateci il vostro problema e, insieme cercheremo di risolverlo.

Vi preannuncio che dalla prossima volta a parte l'insegnamento di cose nuove, incominceremo anche a mettere in pratica quello che fino ad ora abbiamo imparato.
« Ultima modifica: 17 Aprile, 2017, 10:19:46 am da vect »

cyp

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #17 il: 26 Giugno, 2017, 11:46:09 am »
USARE I COLORI IN SCRIBUS

Le funzioni di Scribus con i colori sono piuttosto vaste, quindi l’idea di questo tutorial è di fornire solo una guida pratica, in modo da utilizzarli in modo semplice.
Questo significa anche evitare quelle situazioni tipo: "...ma perché non funziona…" (dato che ci siamo già passati noi).
Per spiegare le differenze tra Scribus 1.4.x e  Scribus1.5.x metteremo [tra parentesi quadre] le aggiunte della versione di sviluppo 1.5.x . Quindi chi usa la versione 1.4.x basta che ometta le quadre.

Prima di tutto ricordiamo che Scribus lavora sempre su modelli.
I modelli per i colori si trovano su menù/modifica/colori[e riempimenti] per i riempimenti, e su menù/modifica/stili/linea per gli stili dei contorni.
Questi colori, essendo stili, si possono modificare solo modificando lo stile. Come già detto, solo così si ottiene una perfetta coerenza all’interno del documento.

I colori si applicano agli oggetti selezionati nella paletta proprietà (F2), alla linguella colori.
Gli stili di linea li affronteremo in un altra piccola guida, per ora ci basta ricordare che si vuole modificare un colore di contorno liberamente si deve impostare alla linguella linea: "nessuno stile", e poi andare a scegliere tutte le opzioni di colore alla linguella colori/contorno.

Vediamo in questa guida il menù menù/modifica/colori[e riempimenti], in cui impostare i colori che poi potremo utilizzare. Questa finestra è uguale nelle due versioni di Scribus, nella 1.4.x però appare solo la voce tinte unite.




Come sempre, in Scribus quando si vuole un aiuto basta sovrapporre il mouse nella finestra: sulla zona bianca si ottengono spiegazioni sui significati dei simboli, mentre se si porta il mouse su un colore specifico ci viene fornita la percentuale di CMYK con cui è formato il colore.
I simboli che si possono presentare a sono i seguenti:
- Prima colonna con un esempio del colore.
- Seconda colonna con triangolo giallo-rosso [Punto esclamativo], come nel colore Accent_red dell’esempio, per i colori fuori gamma, ovvero che non possono essere stampati correttamente dalla stampante impostata.
- La terza colonna indica il tipo di colore: RGB (per gli schermi) come il Green dell’esempio, CMYK come il White, o LAB come il LAB 30 50 10.
- Nella quarta colonna il pallino rosso indica un colore a tinta piatta, o Spot, ovvero una tinta non riproducibile esattamente in stampa se non con un inchiostro preparato. Il mirino indica un colore di registrazione che serve al tipografo, quindi non bisogna usarla nel documento.

Selezioniamo la voce Tinte unite in modo da avere accesso ai pulsanti di destra.
IMPORTA: consente di importare i colori da un altro documento, per avere coerenza cromatica anche tra documenti differenti.
AGGIUNGI: apre una finestra che ci permette di aggiungere un nuovo colore a quelli del documento.
EDIT: si attiva selezionando un singolo colore, per modificarlo nel documento attivo.
DUPLICA e DELETE sono di significato intuitivo.
ELIMINA INUTILIZZATI: elimina i colori che non abbiamo mai usato nel documento.
Tutti i colori di un documento vengono considerati una raccolta da Scribus.
[A questa raccolta si possono aggiungere nuovi colori da altre raccolte, e  la raccolta stessa può essere salvata, usando i bottoni FONDI RACCOLTA COLORI e SALVA RACCOLTA COLORI. Ricordiamo che su menù/finestre/Risorse alla voce Categorie: Raccolte di colori è possibile scegliere tra moltissime raccolte].


LA MAPPA CROMATICA




Da menù/utilità/mappa cromatica si apre un’utilità che ci aiuta ad avvicinare 2, 3, 4, o 5 colori, secondo equilibri prestabiliti.
In alto: a sinistra la mappa cromatica vera e propria, con dei pallini di riferimento posizionabili; il pallino selezionato è sempre il colore di base, posto anche nel cerchietto al centro, e descritto a destra.
La finestra usa come punto di partenza il colore di base, e crea delle armonie, che, senza nessun intento scientifico, sono di grande aiuto per accostare colori in modo professionale. I colori proposti sono sempre composti senza il nero, come colori puri, legati alla tradizione grafica e artistica (RYB).
Ad esempio il colore complementare suggerito non è banalmente il complementare vero e proprio, ma un complementare "percettivo", considerando l’effetto che farà sulla carta stampata quello determinato alla linguella CMYK,  per la resa a schermo quello calcolato alla linguella RGB, mentre alla linguella DOCUMENTO si trova il colore più vicino al complementare tra quelli impostati nel documento.
I valori in basso a destra sono modificabili, ma apparentemente non sembrano apportare alcuna modifica.
Questi colori possono essere salvati tra i colori del documento (pulsante FONDI), o sostituire quelli precedentemente impostati alla stessa linguella (pulsante SOSTITUISCI).
 
Ricordiamo che Scribus consente sempre di verificare l’effetto dei colori in presenza dei diversi problemi di visione: daltonismo ecc.
Nella prossima guida relativa ai colori vedremo come applicare i colori agli oggetti dalla paletta proprietà (F2).

vect

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #18 il: 10 Agosto, 2017, 14:51:08 pm »
  FORME prima parte

 
 La maggior parte degli oggetti che possono essere inseriti in un documento di Scribus sono a tutti gli effetti disegni vettoriali, e quindi, forme che possono essere soggette a modifica;
 di seguito un elenco di questi oggetti:
  • Forme
  • Cornici
  • Poligoni
  • Curve di Bézier
  • Linee a mano libera
  • Linee di contorno
  • Contorni creati da glifi di testo
  • Disegni vettoriali importati, formato EPS e SVG
   Sono bastate queste poche parole per racchiudere un orizzonte molto più ampio di quello che si possa immaginare;
 quello che si può ottenere è talmente così vasto che la nostra creatività, potendo agire quasi senza limiti, troverà sicuramente il modo e lo strumento adatto per potersi esprimere al meglio.
 
 
 Per modificare l'oggetto forma, lo strumento principe è la scheda Forma richiamabile dal pannello Proprietà (vedi fig.)

 
 
 
   Iniziamo con la cosa più facile da fare: Angoli arrotondati;
 
                                                         

   [Premessa:]
 funzionerà solo con cornici normali (quadrato, rettangolo), non con poligoni a 4 e più lati, comunque sia basterà selezionare il ns. oggetto, se sarà modificabile allora. la casella di controllo Angoli arrotondati sarà attiva altrimenti sarà spenta (più facile non si può).
 Per il suo funzionamento immettiamo un valore nella casella: sarà il valore effettivo del raggio dell'angolo.
 
 
 Ora viene il "bello", passiamo alla modifica di una forma e/o cornice;
 lo faremo utilizzando i Nodi e Punti di controllo.
 
 Allo scopo, con la forma selezionata: (vedi fig.)


                                                                                 

 1) bisogna premere il pulsante Modifica nella scheda Forma;
 2) si apre la finestra di dialogo Nodi
 3) la forma si trasforma, mostrando i nodi con cerchietti di colore blu e se selezionati rossi.

                                                                     
 
 Logicamente per imparare bene a modificare i nodi dobbiamo capire perfettamente le funzioni della finestra Nodi;
 a dire la verità, la finestra è abbastanza complessa quindi, per il momento, cerchiamo di imparare bene le prime due righe di simboli che sono quelli che useremo di più, rimandando alla prossima volta (FORME seconda parte) il resto: (vedi fig.)

                                                       


 
 
A) Quando la finestra viene aperta, il pulsante A è selezionato di default, vuol dire che possiamo spostare i nodi blu con il mouse, deformando la forma originale;
 
 B) per aggiungere nodi, lungo il bordo della forma;
 
 C) per eliminare nodi, facendo clic dopo averlo selezionato;
 
 D) azzera punti di controllo;
 
 E) per spostare i punti di controllo (per intenderci: modificare da linea a curva),
 
 clic su un nodo o punto di controllo, diventa rosso, spostarlo col mouse;
 
 F) per spostare in modo indipendente ciascun punto di controllo;
 
 G) una volta premuto, i due punti di controllo di un certo nodo, appena uno di essi viene spostato, si dispongono simmetricamente ai lati opposti del nodo a uguali distanze;
 
 
 
 
 
 [Approfondimenti]
 Il pulsante F, una volta premuto, permette di spostare in modo indipendente ciascun punto di controllo., non appena uno di essi viene spostato. Questo tende a far sì che la linea che attraversa il nodo sia una curva uniforme e priva di spigoli. Quando un punto di controllo è selezionato, il pulsante H è attivo e se viene premuto, il punto di controllo viene riportato nella posizione del suo nodo.
 
 
 Viste queste cose che sono le principali, diciamocela tutta, quello che a noi, utilizzatori di Scribus, ci piace molto è, far fluire il testo intorno ad una forma o ad un’immagine;
 vedo un certo fermento, sì, è proprio così, ora incominciamo a parlare di [Scontorno del Testo]; apriamo l’argomento spiegando due concetti basilari:
 
  • Riquadro di delimitazione;
  • Linea di contorno.
 
 
 Il riquadro di delimitazione è lo spazio rettangolare che stabilisce il perimetro di una forma;

                                                           


 
 La linea di contorno è visibile solo in modalità modifica. Immaginiamo di avere una cornice o forma non rettangolare, e di voler far scorrere il testo intorno a essa, ma senza seguire il contorno della cornice o della forma.
 In parole povere, anche se le forme hanno tutte un riquadro di delimitazione ma, quest'ultimo non è ciò che vogliamo, possiamo usare una linea di contorno per far fluire il testo intorno a essa nel modo che ci pare.
Altra chicca è quella che, nel mentre modifichiamo la linea di contorno, il flusso del testo si adatta alle modifiche in tempo reale, questo facilita moltissimo ottenere l'aspetto desiderato.



                                                                                           


 
 Come al solito, di argomenti da provare e da assimilare ce ne sono a sufficienza, provate a fare esperienza con le forme, incominciare a manipolarle cercando di ripetere quello che vi ho fatto vedere, non è difficile ma, se ci fossero problemi, siamo qua basta chiedere.
« Ultima modifica: 21 Ottobre, 2017, 05:34:13 am da vect »

vect

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #19 il: 14 Dicembre, 2017, 17:39:10 pm »
 
FORME seconda parte

Iniziamo la seconda parte di FORME, completando la descrizione del pannello Nodi del quale avevamo esplorato la prima parte (quella più usata).Ho diviso il restante pannello in due parti magari, facendo in questo modo si riesce a familiarizzare con più facilità e magari, a memorizzare meglio; vi ricordo che il pannello nodi comprende tutti i comandi che ci servono a gestire le forme dalla più semplice alla più complessa.Cominciamo dalla fig. 1

                                                                                  

 
 Ci sono due file di quattro bottoni ognuna, di seguito le funzioni:

   1) Ci da la possibilità di aprire un tracciato; selezionare un nodo, poi, clic sul bottone n.1;
        sembra non sia successo niente ed invece se adesso facciamo clic sul nodo e trasciniamo vedrete il tracciato aprirsi.
    2) Il bottone n.2 fa la cosa inversa; selezionare i nodi finali di un tracciato aperto, poi, clic sul bottone n.2 e il tracciato viene chiuso.
    3) La funzione del bottone n.3 è quella di ottenere il ribaltamento del tracciato, con questo bottone otteniamo un ribaltamento orizzontale.
    4) La funzione del bottone n.4 è come il precedente ma, si ottiene un ribaltamento verticale.
    5) Inclina il tracciato a destra.
    6) Inclina il tracciato a sinistra.
    7) Inclina il tracciato verso l’alto.
    8) Inclina il tracciato verso il basso.

 Ora che abbiamo acquisito la padronanza anche di questa sezione del pannello Nodi,passiamo a descrivere nel dettaglio la prossima sezione (fig. 2)

 
                                                                                     


 
Vediamo subito nella parte in alto tre campi di testo, precisamente: A, B e C;
queste campi sono precedute da bottoni funzione, due per ognuno;ora vediamo il lavoro che svolgono:Partiamo dal campo A;

   A. Nel campo c’è il valore 1° , un grado, questo vuol dire che, se si clicca sul bottone corrispondente destro, il tracciato compirà una rotazione di
       un grado a destra;
       se si clicca su quello a sinistra, il tracciato compirà una rotazione di un grado a sinistra.
       Credo si capisca chiaramente che immettendo un valore in gradi nella campo A si ottiene una rotazione corrispondente a destra o a sinistra
       a seconda del bottone cliccato.
   B. Questa volta vediamo come valore un numero percentuale, per l’esattezza 10%, si notano anche i due bottoni con all’interno una freccia;
       in uno la freccia punta verso l’alto, nell’altro invece, la freccia punta verso il basso;
       applicando il tipo di funzionamento che abbiamo visto precedentemente che cosa potrebbe succedere?
       - E’ presto detto – se si clicca sul bottone che ha la freccia rivolta verso l’alto, il tracciato si ingrandirà del 10%
       mentre se si clicca sul bottone con la freccia verso il basso, il tracciato si rimpicciolirà del 10%.
Quindi in conclusione, basterà immettere nel campo B il valore che ci interessa ed, il nostro tracciato verrà scalato in percentuale; se si ingrandirà o diminuirà sarà in base al bottone cliccato.
    C. Il campo C ha la stessa funzione del campo B tranne che qui viene immesso un valore numerico che indica con precisione il valore di scalatura;
        basterà immettere il valore che vogliamo e il tracciato verrà scalato di conseguenza, ingrandendo o diminuendo a seconda del bottone scelto.

    • Coordinate assolute – spuntando questa casella, si renderanno attive una serie di opzioni relative alla posizione del nodo selezionato;
       i due campi numerici Pos X e Pos Y indicheranno con precisione la sua posizione rispetto allo spazio di lavoro oppure alla pagina.
    • Modifica linea di contorno – mettendo la spunta a questa casella avremo la possibilità di modificare la sola linea di contorno,
       se non ricordate cos’è una linea di contorno allora, e il momento giusto per dare una ripassata a FORME 1a parte.
    • Nascondi nodi – spuntando la casella i nodi vengono nascosti e avremo modo di osservare il tracciato così come apparirà nel nostro elaborato,
       togliendo la spunta i nostri nodi riappariranno dandoci la possibilità di proseguire il lavoro.
    • Reimposta linea contorno – penso proprio che non ci sia bisogno di aggiungere altro;
       il testo di questo bottone ce ne indica chiaramente l’uso.
    • Azzera tutti i cambiamenti – bottone molto importante, ci da sicurezza e la voglia di provare, qualunque cosa facciamo, qualunque cosa
       tocchiamo, ci da la possibilità di azzerare tutti i cambiamenti effettuati sulla forma e di ricominciare a lavorare; comodo non vi pare?


  Bene, adesso sappiamo proprio tutto sulla modifica delle forme; fare è il metodo migliore per imparare perciò disegnate una forma e allenatevi a modificarla.
 
 
 
 
A proposito di forme sapevate che Scribus ce ne fornisce una gran quantità per i più svariati usi?
Basta andare su Inserisci/Forma oppure basterà cliccare il bottone indicato dalla freccia rossa nel pannello Proprietà (F2) alla voce Forme si apre un menu a tendina con una gran quantità di forme di default (fig. 3):

 

 
                                                                                                                                               

 
                                               
 


e non è finita qui, queste sono forme preimpostate che Scribus ci offre di default ma, ci sono molte altre possibilità di crearne a nostro piacimento;
ad esempio nel menu Inserisci ci sono parecchie scelte da adoperare per costruire forme, una scelta molto creativa è:
Inserisci/Poligono/Proprietà – si apre il pannello Proprietà Poligono mostrato in fig. 5

 
                                                 Fig.5
 
                                                                         

 
Potete vedere che questo pannello mette a nostra disposizione molte opzioni e, una finestra per l’anteprima, vediamole nel particolare:

 
 
  • Vertici – Quanti vertici deve avere il poligono –  valore da 3 a 999.
  • Rotazione – Inserire il valore in gradi per la rotazione.
  • Applica fattore Spuntando la casella ed applicando un fattore minore di 0% si genera una piegatura dei lati verso l'interno nel loro punto medio, mentre con un fattore maggiore di 0% si produce lo stesso effetto, ma verso l'esterno; capisco la vostra perplessità ma, avendo a disposizione l’anteprima, basterà muovere il cursore per capire bene il concetto; avendo applicata la spunta su Applica fattore sono rese attive altre opzioni elencate di seguito.
  • Rotazione interna Ruota la piegatura che si è formata e;
     con i sotto-comandi Curvatura interna e Curvatura esterna, vengono aggiunti ulteriori effetti sulla piegatura.

 Ripeto, avendo a disposizione l’anteprima è abbastanza facile capire questi comandi e il loro uso, smanettarci è il metodo migliore per imparare, quindi, sbizzarritevi a piacimento;
poi, una volta soddisfatti date l’Ok;
 ora, posizionatevi sulla pagina, cliccate e trascinate da destra verso sinistra, dall’alto in basso e, il poligono con tutti i suoi effetti apparirà.
Insomma, penso che non ci sia il bisogno di ripeterlo di nuovo ma, le possibilità che abbiamo manipolando forme sono tantissime, alla base di tutto viene la nostra destrezza e, quella non l’insegna nessuno, la voglia di fare e l’allenamento sono i migliori maestri.
 
 
 Adesso però, basta con la teoria, che ne dite se facciamo un po' di pratica? Bene, vediamo in pratica come si fa a far scorrere il testo intorno ad un’immagine, vediamo quali sono gli ingredienti:
  •   Ci vuole una pagina riempita di testo;
  •   Una cornice immagine, dove inserire l’immagine preparata in precedenza;
  •   Il resto ce lo fornisce Scribus.
   Si parte aprendo Scribus che, ci proporrà delle scelte di default, scegliamo una pagina A4 e, l’unità di misura in mm., poi, per tutto il resto vanno bene quelle proposte,quindi, diamo l’Ok. Scribus si apre proponendoci la pagina vuota, tocca a noi inserire una cornice di testo con Inserisci/Cornice di testo o cliccando sulla T (Freccia rossa)
                                                                                        

                                                                                                                     
 
Creiamo una cornice di testo grande quanto i margini e con la cornice selezionata riempiamola di testo con Inserisci/Testo di esempio…;
a cose fatte dovremmo avere questa pagina:


                                                                             

 
 
 Non ci resta altro da fare che creare una cornice immagine,
ci basterà fare Inserisci/Cornice immagine oppure clic sul relativo bottone:


 ora, clicchiamo sulla pagina e trasciniamo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso, abbiamo creato la nostra prima cornice immagine, sembra uguale ad una cornice di testo ma ha al suo interno una X;
 
 
                                                                               

 
 non ci resta altro che inserire un’immagine (sceglietela a vostro piacere), per inserirla File/Importa/Carica immagine…
 
scegliamo la foto da importare e OK;
 vediamo la X scomparire e al suo posto si inserirà l’immagine; potreste rimanere delusi da quello che vedete magari, l’immagine è troppo grande o troppo piccola rispetto alla cornice, niente paura:
clic destro nella cornice e scegliete Adatta immagine alla cornice l’immagine si ridimensionerà automaticamente.

         
 

 

 Ecco, abbiamo la nostra bella immagine sulla pagina però, è poggiata anche sul testo, questo non ci piace, il testo deve fluire intorno alla nostra cornice.
Con la cornice selezionata apriamo il Pannello Proprietà (F2) e clicchiamo sulla linguella Forme;
a noi interessa la sezione: – Scorrimento del testo intorno alla cornice;
– clic sul tasto Intorno alla forma cornice.

         
 
  Cosa è successo? È successo che il testo (quello che era sottoposto alla cornice) adesso le gira intorno, ma mentre sul lato inferiore anche grazie all’interlinea del testo c’è abbastanza spazio, sul lato destro invece, il testo fluisce bene intorno all’immagine ma, non c’è spazio, risulta attaccato alla foto;
 cosa fare?, semplicemente, con la foto selezionata, cliccare su Modifica della linguella Forme, compariranno i quattro nodi ai vertici della foto, basterà selezionare i due nodi a destra per allargare la forma cornice, il testo si sposterà di conseguenza;
ATTENZIONE: abbiamo allargato i due nodi a destra perché la foto era poggiata con il margine sinistro sulla cornice testo, se fosse stato all'inverso cioè poggiata con il lato destro sulla cornice di testo il movimento è da capovolgere, si dovranno allargare i due nodi a sinistra.


 
                                                                                                                                        RISULTATO

                                                                             


Per oggi, abbiamo finito, il risultato ottenuto ci appaga, sembrava difficilissimo e invece, procedendo con i giusti comandi, il tutto è risultato essere più facile di come si pensava. Bene, vi invito vivamente a fare pratica perché quando amplieremo questo discorso, l'aver compreso bene questo concetto, ci sarà di valido aiuto, avremo una base solida da cui proseguire.
« Ultima modifica: 04 Gennaio, 2018, 18:35:52 pm da vect »

vect

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #20 il: 24 Maggio, 2018, 06:52:34 am »
CREARE UN SOMMARIO


Con tutto quello che abbiamo imparato, sia con gli articoli scritti in precedenza che con i video tutorial di Simone Cipriani, sicuramente i più avranno già elaborato un opuscolo o quantomeno un libretto se non proprio un libro, arrivati a questo punto penso sia necessario o perlomeno auspicabile che si voglia creare un Indice Generale o un Sommario che poi è la stessa cosa.
Bene, carta, penna e calamaio e si incomincia:

Con Scribus creare un sommario non è affatto difficile però, bisogna capire bene il meccanismo;
Prima cosa La Configurazione:
Configurazione – parola che lascia oscuri presagi – noi però non ci lasciamo impressionare, nel nostro caso dobbiamo semplicemente assegnare un Attributo;
questo attributo è un metadato che può essere assegnato a qualunque elemento del documento per qualunque ragione si voglia; detto così potrebbe risultare non molto chiaro ma, lo sarà continuando nel progetto di creare il Sommario.

Dunque, dicevamo dell’Attributo:
Scegliamo File/Impostazione documento e  da lì Attributi elementi documento;
creiamo il nostro Attributo di documento cliccando su Aggiungi;
nel campo Nome dobbiamo dare per l’appunto un nome all’Attributo;
ognuno scriva quello che più gli piace ad es. io scrivo l’acronimo di "Tavola dei contenuti" ossia TDC (fig. 1)




Basta inserire il nome e lasciare invariato il resto, cliccare su OK ;
con questa operazione abbiamo configurato l’attributo che ci occorrerà per la formazione e la successiva creazione del Sommario.


Creazione Sommario

Fondamentalmente per creare il Sommario possiamo senz’altro dire che i passaggi principali sono quattro;
passo a spiegare nel dettaglio i vari passaggi:

Passaggio n. 1) La prima cosa da fare è quella di creare una cornice di testo che servirà ad ospitare il Sommario, dobbiamo scegliere dove posizionarlo, normalmente un Sommario è di prammatica posizionato all’inizio o alla fine del nostro documento.
L’importante è che una volta fatta la scelta, bisogna creare fisicamente lo spazio con una cornice testo;
bene, fatta la cornice di testo dove alloggerà il Sommario diamogli un nome, sicuramente ora vi state chiedendo:

"Come glielo diamo questo nome?"

Per assegnare il nome serviamoci del Pannello Proprietà (F2), con la cornice selezionata, nel campo Nome leggeremo qualcosa del tipo TestoX
(dove la X è un numero rappresentativo che il programma mette automaticamente in successione);
al posto di TestoX diamo un nome significativo per ricordarci la funzione che dovrà svolgere, ad esempio io la chiamerei CorniceSommario. (fig. 2)




Passaggio n. 2)  Ora che abbiamo con le dovute regole creata la cornice di testo che ospiterà il Sommario, non l’ho detto prima ma, questa cornice deve rimanere vuota (altrimenti se c’è del testo questo verrà sovrascritto al momento della generazione del Sommario).

Terminata questa precisazione passiamo immediatamente al secondo passaggio che consiste nella “impostazione del nostro Sommario”:
- File/Impostazione documento… si apre la finestra Impostazione documento;
- sul menu di sinistra scegliamo la voce Sommario;
- avremo la finestra come in (fig. 3)

La prima cosa che notiamo è che tutti i campi che compongono questa finestra sono spenti (grigio chiaro), questo ci indica che non saranno attivi finché non daremo un titolo significativo al nostro Sommario (per il semplice motivo che in un documento potrebbero esserci più Indici e/o Sommari).




Quindi:
1)  Scriviamo un nome significativo/descrittivo del Sommario;
2)  clic su Aggiungi; le voci dei campi si attivano, quindi, operiamo le nostre scelte nei menu a tendina;
3)  Nome dell’attributo: scegliamo il nome dell’attributo, in questo caso TDC;
4)  Cornice di destinazione: il nome che avevamo dato alla cornice di testo ospitante il Sommario; 5)  Disposizione numero pagina: scelta della disposizione del numero pagina – all’inizio, alla fine oppure, non mostrarlo affatto;
6)  Stile paragrafo:  nell’immagine (fig.3) c’è Nessuno perché non abbiamo uno stile di paragrafo pronto,
ce ne occuperemo appena finito di programmare il tutto.


Passaggio n. 3)  Voci del Sommario
Dopo aver preparato le basi per la creazione del Sommario adesso ci occupiamo della cosa più importante e cioè:
- preparare tutte le voci che dovranno comparire nel Sommario;
le voci che ne faranno parte hanno come base una cornice di testo;
ho volutamente evidenziato cornice di testo perché la generazione di una voce indice è esclusivamente legata ad essa.

Facciamo un esempio pratico:
Nella prima pagina del nostro documento creiamo una piccola cornice testo, magari dentro ci scriviamo “PREFAZIONE”, vogliamo ora che questa sia una voce che faccia parte del Sommario, bene eseguiamo questa procedura:
--  clic col tasto destro del mouse sulla cornice;
--  selezioniamo Attributi...;
--  nel Pannello Attributi clic su Aggiungi, nel tab Nome selezioniamo dal menù a discesa (ci dovrebbe essere TDC);
--  nel tab Valore scriviamo quello che fisicamente dovrà apparire nel Sommario, nel nostro caso scriviamo Prefazione poi, OK; (fig.4)




- ripetere poi questa procedura per ogni cornice di testo preparata proprio in virtù dell’Indice finale.

Finalmente, abbiamo finito!


GENERAZIONE SOMMARIO

L’ultima operazione da fare è, finalmente, quella di generare Il Sommario:
se tutto è stato fatto in regola con quanto descritto basterà un solo clic per dare vita al Sommario,
infatti basterà selezionare nel menù principale Utilità/Genera Sommario, Fatto!
Se adesso andiamo lì dove avevamo creato la cornice di testo a lui dedicata troveremo il nostro bel Sommario con tutte le voci e i numeri pagina corrispondenti.
Voglio ricordare che volendolo abbellire con tabulazioni, puntini, trattini e font di varia natura bisogna necessariamente creare uno Stile dedicato.

Questa è l'architettura base sembra complicata ma, è solo questione di abitudine, una volta assimilate le cose da fare si procede velocemente.
Siamo arrivati alla fine, come mio solito vi invito a provare e riprovare solo in questo modo si riesce ad imparare, non conosco altro sistema;
naturalmente se dovessero esserci problemi e/o difficoltà non dovete fare altro che chiedere...
« Ultima modifica: 28 Maggio, 2018, 06:11:36 am da vect »

vect

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Re:Guida SCRIBUS
« Risposta #21 il: 28 Giugno, 2018, 16:06:39 pm »
GRIGLIA TIPOGRAFICA

Se siete arrivati a leggere questo capitolo penso che ne sapete già abbastanza su come operare usando Scribus;
credo che sia venuto il momento di sapere cosa sia e soprattutto imparare ad usare la "Griglia Tipografica".

Che cos'è:la Griglia Tipografica si presenta come una serie di linee orizzontali, serve a fare in modo che se in una pagina ci sono diverse cornici di testo, le righe di testo nelle diverse cornici seguano tutte lo stesso allineamento lungo l'altezza della pagina; stessa cosa per le pagine affiancate, con la Griglia tipografica l'allineamento sarà impeccabile.

Una curiosità storica: il modo di dire “sulla falsariga” fa riferimento ai copisti medioevali, che tracciavano delle linee a matita sul foglio, le “falserighe” appunto, per andare ben diritti e mantenere un'interlinea costante: queste linee venivano poi cancellate. La griglia tipografica non fa altro che riutilizzare, in modo digitale quell’antichissimo trucco.

 questa Griglia Tipografica ha delle proprietà:
  • non è stampabile;
  • occupa intere pagine affiancate;
  • non può essere assegnata ad una pagina mastro;
  • la griglia allinea solo il testo non gli oggetti.

Bene, ora per proseguire, dobbiamo sapere bene il concetto di linea di base:
La linea di base è quella linea ideale dove le lettere che formano il testo si appoggiano e si allineano (fig.4), ora, avendo ben chiaro il concetto, possiamo dire che una Griglia Tipografica è una serie di linee di base e, la distanza fra di esse è la famosa Interlinea.



capisco benissimo le perplessità di parecchi di voi, allo scopo, propongo un'esercitazione che tolga ogni dubbio.

Esercitazione:

Creiamo un nuovo documento formato A4, una pagina e con i margini a 22 mm. (fig.5)



In questa pagina (fig.6) creiamo un layout minimale aggiungendo delle cornici;
con esattezza, due cornici di testo e una cornice immagine (fig.7), non preoccupatevi di allineare perfettamente le cornici perché se non lo sono, capiremo meglio ciò che stiamo facendo.



Cominciamo a caricare il testo, sceglieremo un testo generico:
Selezioniamo la Cornice di testo 1 poi, Inserisci/Testo di esempio... scegliamo Italiano oppure la lingua di preferenza e OK;
la cornice si riempirà di testo, in basso a destra vedremo un quadratino rosso con una X al suo interno, questo quadratino ci segnala che c'è ancora altro testo oltre quello che vediamo, non ci resta che collegare un'altra cornice;
  • con la Cornice 1 selezionata Elemento/Collegamento cornici di testo/Collega cornici di testo;
  • il cursore si trasforma in doppia cornice, cliccare nella Cornice 2;
  • la Cornice 2 si riempirà di testo.
Sembra che sia tutto a posto ma, a tranne chi ha avuto la fortuna dalla sua parte, guardando più da vicino, facendo uno zoom tra le due colonne di testo si nota un disallineamento che metto in evidenza tracciando qualche linea di base... (fig.8);



Certo, un testo così messo è brutto da vedere e faticoso da leggere quindi, come si può rimediare?
Porre un rimedio si può e ci sono due modi per intervenire:
  • cercare di aggiustare l'allineamento delle colonne a mano, magari con due colonne si può anche fare ma, pensate ad un opuscolo o addirittura a un libro, un vero delirio;
  • usare la Griglia Tipografica che ci risolve drasticamente il problema.

Veniamo al dunque:
ormai abbiamo capito che questa Griglia tipografica è formata unicamente da linee di base,
quello che dobbiamo sapere è come si imposta e come si usa.

Impostazione:
per fare una corretta impostazione abbiamo bisogno di sapere l'interlinea del carattere e il punto di partenza;
--  il punto di partenza altro non è che il margine superiore della pagina.

Per quel che riguarda l'interlinea è bene sapere alcune cose:
Per impostazione predefinita, il valore dell’interlinea è impostata sul 120% della dimensione del testo;
ad es... se il testo è di 12 pt l'interlinea di default sarà di 14,4 pt;
per sapere come calcolarla basterà fare questa semplicissima operazione:

valore percentuale Interlinea x Corpo del testo = Valore interlinea
120% x 12 = 14,4 (fig.9)



Naturalmente il valore del 120% è un valore di default che ognuno può cambiare a piacimento seguendo il suo progetto ed il suo gusto;

Ora veniamo alla sua applicazione pratica:

Con il documento aperto andiamo su File/Impostazioni documento e scegliamo nella colonna di sinistra Guide, dobbiamo impostare il valore dell'interlinea perciò scriviamo 14,40 pt nell'apposita casella;
ora, c'è solamente da dare lo spostamento (sarebbe da dove deve partire la griglia tipografica) vogliamo che parta dal margine superiore che è 22 mm ma, nella casella dovremmo scrivere la misura in punti, come fare?;
ci viene incontro Scribus, farà lui la conversione, nella casella scriviamo la misura in mm quando daremo l'invio sarà convertita automaticamente in 62,36 pt (fig.10).



non resta da fare che andare su Proprietà testo e scegliere Allineamento a griglia tipografica (fig.11);



abbiamo quasi finito, il testo è stato agganciato dalla griglia e adesso qualunque sia la dimensione del carattere che utilizziamo per ogni parola o riga, risulterà sempre
perfettamente allineato (fig.12)



La nostra pagina è completa, manca solo l'immagine, io metto un bel castello voi inserite quello che è di vostro gradimento.


« Ultima modifica: 04 Luglio, 2018, 13:28:20 pm da vect »

 


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